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La Sicilia e il borgo

Scritto da Francesca Lo Dico

L’isola di Sicilia

Crocevia tra l’Europa, il Nord Africa e l’Asia occidentale, la Sicilia è stata per millenni un importante centro di civiltà. Tra l’VIII e il VI secolo a. C., i coloni greci vi si insediarono lasciando in eredità alcuni dei templi greci meglio conservati al di fuori della Grecia. Secoli più tardi, l’isola divenne il granaio dell’Impero romano. Conobbe poi un lungo periodo di splendore sotto il dominio bizantino e arabo, per diventare in seguito uno dei gioielli delle monarchie normanne, francesi e spagnole.

map of sicily

Il paese di Joppolo

Joppolo Giancaxio sorge su una collina rocciosa circondata da limoneti, campi di grano e distese di fichi d’India. Nelle giornate più limpide, dal punto più alto del paese si può scorgere il Mar Mediterraneo. A meno di 20 chilometri si trovano antichi templi greci, oggi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Gli abitanti di Joppolo parlano un dialetto influenzato dal greco, dall’arabo, dal francese e dallo spagnolo, ricco di proverbi, racconti popolari ed espressioni della tradizione cattolica.

Per secoli, la cultura del paese è stata plasmata da profondi legami familiari e da una vita scandita dai ritmi dell’agricoltura, tra semina e raccolto. Fino al secondo dopoguerra, quando le abitazioni erano ancora prive di acqua corrente, gli abitanti riempivano le brocche di terracotta alla “fontanazza”. Cuocevano il pane nei forni comuni a legna e il bestiame circolava liberamente lungo le strade sterrate.

Negli anni Cinquanta, il fallimento delle riforme agrarie, retaggio di secoli di sistema feudale, insieme alle intimidazioni mafiose, diede origine ad una massiccia ondata migratoria. Nei due decenni successivi, Joppolo perse il 67% della sua popolazione. Oggi, il suggestivo borgo, custode di uno stile di vita secolare, è segnato da numerose case in rovina e abbandonate, molte delle quali vengono messe in vendita a chiunque sia disposto a restaurarle e a tornarvi a vivere. La popolazione continua a invecchiare, il tasso di natalità è in costante calo e le opportunità economiche restano contenute, portando ancora oggi diversi abitanti a cercare opportunità altrove.

Tra luglio e agosto, il paese torma ad animarsi con il rientro degli joppolesi che fanno ritorno alla loro terra d’origine. Nelle sere d’estate la piazza si riempie di luci per ospitare concerti, balli di gruppo, spettacoli teatrali e la celebre Sagra del Melone Giallo, che ogni anno attira migliaia di turisti. Per un breve periodo, Joppolo ritrova la vitalità di un tempo. A metà agosto, però, il paese torna alla sua tranquillità e a un silenzio quasi irreale.

Mio papà era una persona che lavorava la terra dei feudatari. In cambio riceveva il frumento per fare il pane, la pasta e sfamare i suoi figli. Questa era la situazione di Joppolo e, penso, anche di tanti paesi della Sicilia. Per questo le persone andavano via.

Dr. Carmelo Lo Dico

Foto per gentile concessione del Comune di Joppolo Giancaxio (AG) e di Carmelo Cacciatore.

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